Author Topic: LA PASQUA ORTODOSSA  (Read 1077 times)

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LA PASQUA ORTODOSSA
« on: Sunday, 06, April 2014, 05:33:31 PM »
La data della Pasqua ortodossa non coincide con quella della Pasqua cattolica, dato che la chiesa ortodossa segue il calendario giuliano e non quello gregoriano, anche se a volte le due festività cadono nello stesso giorno.
 La Pasqua ortodossa cade la domenica che segue la prima luna nuova dall'equinozio di primavera.
In principio la Resurrezione di Cristo si ricordava ogni domenica, poi la Chiesa decise di celebrare l’evento in un unico giorno speciale. Le diverse correnti religiose non trovarono però un accordo sul calendario: nel concilio di Nicea si stabilì che la Pasqua sarebbe caduta la domenica seguente la prima luna piena dopo l’equinozio di primavera. Ecco quindi che la Pasqua ortodossa e quella cristiana, avendo calendari differenti, difficilmente coincidono.
Le cerimonie sono simili in tutti i paesi di religione ortodossa, mentre le ricette sono locali e cambiano a seconda dello Stato ferme restando alcune preparazioni tipiche come le uova sode colorate

Per gli ortodossi, la Pasqua è la festa più importante. È anche l’occasione per ritrovarsi in famiglia e dare il via a una nuova vita insieme, superando le ostilità e i peccati. Durante la Settimana Santa, si commemora la morte di Gesù con lunghe liturgie. Tra le ricorrenze, il Giovedì Santo c’è quella di pulire casa.

Il momento di celebrazione massima, è la notte tra Sabato e Domenica, durante cui le persone si radunano nelle piazze e nelle vie con una candela in mano. A mezzanotte il sacerdote bussa tre volte alla porta maggiore della chiesa e annuncia che il Cristo morto è risorto. Le famiglie rientrano poi nelle loro case e possono dare il via ai festeggiamenti della Pasqua, pranzando tutti insieme e consumando i cibi della tradizione.
Quest'anno la Pasqua ortodossa cade in concomitanza con quella cattolica e si celebra il 20 aprile.
Nel 2015, la Pasqua sarà il 12 aprile.

PASQUA IN RUSSIA

A Pasqua si guarda alla cittadina di Sagorsk, dove risiede il Pope di Mosca e di tutta la Russia, cioè la massima autorità della religione ortodossa.
 La mattina del giorno di Pasqua la famiglia russa si reca sulla tomba di un parente e lì consuma un picnic. Alla sera si fa un banchetto con diversi tipi di carne, pesce e funghi, dove non manca il Pabcha, un piatto sostanzioso a base di quark.
 Durante la messa di mezzanotte il Pope toglie simbolicamente il sudario dal sepolcro. Non trovandovi più il corpo di Cristo, con il corteo sacerdotale esce dalla chiesa per ricercarlo, finché ritorna e annuncia ai fedeli il miracolo con la tradizionale esclamazione: "Christos voskrèse!" (Cristo è Risorto!) e la folla risponde: "Vo istinu voskrèse!" (In verità è Risorto!). A questo punto, tutti si scambiano il triplice bacio rituale; dopo di che si cantano inni di esultanza, si accendono ceri e si scoppiano fuochi d’artificio. Per il popolo russo le festività legate alla Pasqua sono anche un saluto alla primavera.
 I ragazzi si recano in campagna per spogliare le betulle; con i rami di betulla le ragazze intrecciano delle corone con cui ornano la testa.
 Parte del pranzo pasquale è anche il pane lievitato all’uovo, che assomiglia al nostro panettone. Nelle diverse zone del vasto mondo ortodosso ha nomi diversi: in Russia si chiama kulic.
 Anche in Russia Pasqua non è tale senza il rituale scambio dell’uovo, seguito da tre abbracci e baci e l’uovo di gallina decorato resta il più popolare.
 Vanno inoltre ricordate anche le deliziose pysanky ucraine: uova augurali ritualmente e magicamente decorate in casa, il cui guscio ha fori finissimi per consentire, poggiandovi delicatamente l’occhio e ponendo l’uovo sotto una sorgente di luce, di godere anche "dall’interno" l’effetto dei motivi ornamentali.


In Grecia il Sabato Santo si tiene la processione, poi la messa di mezzanotte, durante la quale il sacerdote (pope) bussa tre volte alla porta maggiore della chiesa e annuncia la resurrezione di Cristo. Si canta un inno alla resurrezione e si lanciano foglie d'alloro. I fedeli tengono in mano delle candele che devono portare accese fino a casa.

PASQUA IN GRECIA

La domenica di Pasqua si celebra con un pranzo in famiglia in uno spazio verde, in giardino o in un prato, si mangia l'agnello alla barbecue e si festeggia con canti e balli.

In Grecia è usanza mangiare le uova dipinte di rosso, dopo averle battute con l'uovo del vicino e aver pronunciato delle frasi rituali senza che l'uovo si rompa.

La Quaresima termina con il suono delle campane nella notte di Pasqua e la celebrazione del rito della Resurrezione. Ogni fedele accende nella chiesa la propria candela che porterà a casa ancora accesa.
 Si mangeranno poi pane pasquale, dolcetti, la tipica Maghiritsa (una zuppa fatta con le interiora dell’agnello) e uova colorate di rosso.
 L’origine dell’usanza di regalare uova colorate di rosso è molto antica. La tradizione racconta che, dopo la Resurrezione di Cristo, Maria di Magdala, la peccatrice redenta, si sia recata a Roma e abbia offerto all’imperatore Tiberio un uovo rosso, dicendogli: "Cristo è risorto". Il colore rosso acceso delle uova intende ricordare ai fedeli il sangue versato da Cristo per l’espiazione dei loro peccati.

PASQUA IN ROMANIA

Il Giovedì Santo è per i rumeni il giorno dei morti ed è chiamato il "gioia mare" (in italiano "giovedì grande").
 In questo giorno si portano in chiesa dolci fatti con farina o con grano bollito ricoperto di zucchero e noci, del vino e della frutta, che sono offerti in memoria dei morti e distribuiti ai vecchi e ai poveri.
 Il Venerdì Santo si pone davanti alla Croce un tavolo molto alto, in modo che vi si possa passare sotto. Sul tavolo si mette l’epitaffio, un pezzo di stoffa che porta ricamato o dipinto il seppellimento di Cristo, e i fedeli, recandosi in chiesa, portano fiori al Cristo e ai loro morti, passando per tre volte sotto il tavolo sul quale è sistemato l’epitaffio.

In Romania a sera si svolge il canto Prohod, una cerimonia affascinante alla quale partecipa tutto il villaggio, diviso in gruppi seguendo il cammino della Croce. Qualcosa che rassomiglia alla nostra Via Crucis. Il sabato mattina donne e bambini fanno la Comunione, mentre gli uomini intervengono alla messa di mezzanotte portando in chiesa un gallo bianco e uova colorate.
 La cerimonia si conclude con una processione intorno alla chiesa, con le candele accese.
Le uova rosse” non mancano mai dalle tavole e su quest’argomento sono fiorite molte leggende: Si dice che le pietre che hanno colpito Gesù, durante la flagellazione, si siano trasformate in uova rosse e che anche le uova portate da Maria al Figlio morente si siano colorate di rosso.  Un’altra leggenda racconta che, mentre i Farisei festeggiavano la morte del Cristo, dicevano con scherno: “ quando questo gallo di cui ci nutriamo riprenderà a volare, e le uova sul nostro desco diventeranno rosse, allora risusciterà Gesù”.Finite queste parole, le uova diventarono rosse e il gallo comincio a svolazzare.    La tradizione popolare attribuisce alle uova rosse poteri taumaturgici: i bambini, nel giorno di Pasqua, si lavano il viso con acqua, nella quale è stato immerso un uovo tinto di rosso e un soldo d’argento.  Il Venerdì Santo è giorno di digiuno assoluto. Si crede che coloro che lo osservano beneficeranno di buona salute e di fortuna per tutto l’anno.  Si crede anche, che, nel Venerdì Santo, coloro che si immergeranno tre volte nell’acqua fredda godranno di buona salute.  Il Venerdì Santo, se piovoso è di buon augurio per un’annata ricca di raccolto, se di clima asciutto, prevede un anno arido.  Nel giorno di Pasqua si indossano abiti nuovi come simbolo di purificazione.  Il pranzo riunisce tutta la famiglia e dalla tavola non possono mancare: uova rosse, ricotta di pecora, cipollotti e ravanelli, una torta salata ripiena di interiora di agnello, arrosto di agnello, la pasca.

Una tradizione romano-cattolica, tedesca poi passata agli ungheresi e romeni (ortodossi e greco-cattolici) che si conserva anche oggi (parlo della Transilvania, dove convivono più religioni, romano-cattolica, greco-cattolica e ortodossa) è quella di "annaffiare" (udatul o 'locsolas' in ungherese) le ragazze e le donne il primo giorno dopo Pasqua, con acqua di sorgente (oggi lo si fa col profumo) come augurio di bellezza, freschezza, salute: " che le donne siano tutto l'anno come la primavera". Richiamo dalla leggenda di 2000 anni fa quando gli ebrei "bagnarono" con l'acqua i discepoli di Gesù che portarono la notizia della sua Risurrezione.


FONTI DAL WEB

:brood: quando non piaci a nessuno devi avere ragione, altrimenti non vali niente. Dr House :vicki:  applicazioni in cucina

Offline e_elisa

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Re:LA PASQUA ORTODOSSA
« Reply #1 on: Sunday, 06, April 2014, 09:20:21 PM »
Mi intrigano le uova traforate e le uova rosse!  :bo: Viki sempre belli i tuoi post!
                                      elisa        :donne: